Checklist SEO per un sito web: cosa controllare prima di pubblicarlo

Lista di controllo SEO con lente d'ingrandimento e grafico in crescita

Prima di mettere online un sito web conviene passare in rassegna pochi controlli di SEO e di misurazione. Farli prima costa poco; correggere dopo, con il sito già pubblicato e i primi visitatori che arrivano, costa di più e fa perdere dati utili.

Questa checklist SEO per un sito web raccoglie le verifiche che facciamo a ogni pubblicazione, divise in tre aree: contenuti, tecnica e misurazione.

1. Contenuti

  • Ogni pagina ha un solo H1 che dice chiaramente di cosa parla.
  • Ogni pagina ha un title (massimo 60 caratteri) e una meta description (massimo 155) scritti a mano, non generati in automatico.
  • Ogni pagina ha una frase chiave principale, usata in modo naturale nel titolo, nel testo e nell’URL.
  • I testi sono originali e rispondono alle domande che i clienti fanno davvero.
  • Le pagine sono collegate tra loro con link interni e i pulsanti hanno un testo descrittivo, non «clicca qui».
  • Le immagini hanno il testo alternativo e un nome file comprensibile.

2. Aspetti tecnici

  • Il sito è visibile ai motori di ricerca: in WordPress, in Impostazioni → Lettura, l’opzione «Scoraggia i motori di ricerca dall’indicizzare questo sito» deve essere disattivata. È l’errore più comune dopo lo sviluppo.
  • Il certificato HTTPS è attivo e la versione senza HTTPS rimanda a quella sicura.
  • La versione mobile è stata provata su smartphone reali, non solo ridimensionando la finestra del computer.
  • Le pagine si caricano in modo rapido: immagini compresse e cache attiva (ne parliamo nella guida sulla [link: velocità del sito WordPress]).
  • La sitemap XML esiste (Yoast la genera in automatico) e il file robots.txt non blocca pagine importanti.
  • C’è una pagina 404 pensata per aiutare chi sbaglia indirizzo.
  • Se sostituisci un sito esistente, gli URL vecchi sono reindirizzati a quelli nuovi con un redirect 301.

3. Misurazione

  • Google Analytics 4 è collegato al sito, meglio tramite Google Tag Manager.
  • Sono tracciati gli eventi principali: invio del modulo di contatto, clic sul telefono e sull’email.
  • Google Search Console è verificato e la sitemap è stata inviata.
  • Il banner cookie e la privacy policy sono coerenti con il GDPR e con gli strumenti realmente attivi sul sito.
  • Hai fatto una prova: invia un modulo di test e controlla che l’evento compaia in Analytics.

Dopo la pubblicazione

Nei primi giorni controlla in Search Console che le pagine vengano scoperte e che non ci siano errori. Dopo qualche settimana guarda per quali ricerche compare il sito e migliora i testi delle pagine che ricevono impressioni ma pochi clic.

La SEO richiede tempo e nessuno può garantire una posizione su Google. Una base ben fatta, però, evita gli errori che rallentano tutto il resto.

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